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Sicurezza

P R I M A

RACCOLTA DI ALCUNI CONSIGLI UTILI  PER IL CITTADINO
A CURA
DELL’ASSOCIAZIONE FINANZIERI CITTADINI E SOLIDARIETA’

       
PER EVITARE LE TRUFFE

1. Semplici consigli per sentirsi sicuri
2.  Viaggi
3.  Saldi
4.  Affitti
5.  Documenti fiscali
6.  Il phisching
7.  Acquisto e vendita immobili
8.  Lotterie multivel 
9.  Macchine videopoker
10.  Le accise
11.  Beni di valore artistico o archeologico
12.  Pagamento con mezzi elettronici
13.  Contraffazione
14.  Carta doganale del viaggiatore
15.  Il codice fiscale
16.  Il bollo auto
17.  Musica on- line
18.  Cosmetici
19.  Giocattoli
20.  Le banconote
21.  Medicinali

 

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 IN CASO DI RAPINA IN UN PUBBLICO ESERCIZIO

In caso di rapina in un pubblico esercizio, mantieni la calma ed esegui prontamente ciò che viene chiesto da rapinatori.
Non prendere nessuna iniziativa. Non eseguire gesti o azioni che non siano stati richiesti dai rapinatori ed evita frasi che potrebbero provocare reazioni  violente.
Resta calmo, non fare l’eroe e cerca di ricordare ogni particolare che potrebbe essere molto utile alle Forze dell’ordine per identificare i malviventi. Se puoi presta attenzione alle caratteristiche fisiche e dialettali dei rapinatori e al loro abbigliamento e comportamento ( es. oggetti sui quali potrebbero essere rimaste le loro impronte).


RITIRO DENARO DALLO SPORTELLO AUTOMATICO.

Prima di ritirare del denaro dagli sportelli automatici controlla che non ci siano persone intorno allo sportello che ti osservano con insistenza. Controlla sempre eventuali anomalie del distributore automatico ( oggetti sporgenti, qualcosa di insolito nella struttura, ecc.) In tal caso non inserire mai la tessera e avvisa, se di giorno, il personale allo sportello. Se ciò avviene in orario di chiusura, contatta le Forze dell’ordine.
Quando diciti il tuo codice segreto nascondi, se possibile, la digitazione dello stesso. Se lo sportello non ti restituisce la tessera chiama subito il numero di emergenza per bloccarla.  Evita di ritirare contanti in luoghi isolati, se lo fai dividi il denaro prelevato in più tasche. Ricordati di non mettere mai il tuo codice nello stesso posto dove conservi la tessera.


CAMMINANDO PER STRADA…

Se cammini per strada ed uno sconosciuto ti segue o si avvicina e si spaccia per un incaricato di qualche ente o azienda chiedendoti di mostrare documenti o di conteggiare soldi:
• diffida e allontanati senza esitare perché le aziende non mandano mai in giro per la strada personale a chiedere documenti io soldi;
• entra appena puoi in un negozio, bar o cerca una compagnia sicura, meglio Forze dell’ordine, Polizia, Vigili Urbani):
• evita  strade isolate o poco illuminate;
• non portare con te troppo denaro;
• cammina tenendo la borsa chiusa e dalla parte del muro.
Ricorda sempre che per evitare qualsiasi rischio di furto di denaro e preferibile richiedere l’accredito dello stipendio o della pensione sul tuo conto corrente o libretto di risparmio.


SCIPPI E BORSEGGI

Per evitare scippi e borseggi sarebbe opportuno frequentare strade moderatamente affollate e abbastanza illuminate, e, nel caso in cui si ha l'impressione di essere pedinati, cercare tempestivamente di accedere in qualche negozio. Quando si cammina su un marciapiede la precauzione è quella di camminare nella parte più esterna rispetto alla strada al fine di evitare borseggi da parte di malintenzionati che utilizzino motoveicoli.
Altra, e non meno importante accortezza, è quella di non indossare, o meglio di rendere meno visibili, gioielli di qualsivoglia natura e di collocare il denaro sulla persona e non nella borsa.


EVITARE DI APRIRE LA PORTA DELLA PROPRIA ABITAZIONE A SCONOSCIUTI

E' fondamentale verificare sempre con attenzione l'identità delle persone che intendono accedere alla vostra abitazione. In tal senso è opportuno controllare dallo spioncino della porta chi intende entrare in casa.
Anche nel caso in cui l'intenzionato sia in divisa è essenziale chiedere le sue generalità mediante l'invito a mostrare la tessera ufficiale dell'ente di cui si fa eventualmente portavoce o emissario (es. forze di polizia o enti erogatori di servizi pubblici) e successivamente contattare il predetto ente in modo da verificare l'attendibilità del presunto operatore. Se ti chiedono di prendere documenti o altre carte che non hai a portata di mano, lascia lo sconosciuto fuori dalla porta mentre vai a prenderle. Non lasciare mai la chiave di casa sotto lo zerbino.

Diffidate inoltre di gente che si presenta per nome e per conto di persone di vostra conoscenza e cercate, eventualmente, di contattare telefonicamente la persona a cui si riferisce lo sconosciuto, al fine di avere una conferma di quanto asserito.


TRUFFE DA SEDICENTI MAGHI

Truffe abbastanza consolidate, nonché episodi di estorsione, si nascondono dietro l'attività di presunti maghi, santoni, chiromanti, veggenti ed astrologi. Quando ci si imbatte con queste persone è opportuno: non comunicare dati personali e, soprattutto, riconducibili a recapiti telefonici, rifiutare di consegnare denaro in anticipo per prestazioni che non garantiscono il buon esito, non dare considerazione a pubblicità televisive su tali "professionisti" i quali cercano di manifestare la loro attendibilità mediante falsi attestati o con la partecipazione ai loro spot di personaggi dello spettacolo.

Nel caso in cui si decida di pagare ugualmente tali persone, evitate di farlo in contanti, perchè non vi sarebbe alcuna prova da produrre in una eventuale sede giudiziaria.

EVITARE PERSONE CHE VI PROMETTONO FACILI GUADAGNI

Spesso si presentano persone ben vestite e abbastanza curate che promettano facili guadagni mediante investimenti o altre procedure che comportano la corresponsione di denaro. In questi casi, qualora interessati, è indispensabile consultare il proprio legale di fiducia prima di firmare qualsiasi atto oppure sentire il consiglio di parenti ed amici.

Anche in questo caso è opportuno non fornire dati personali e in particolar modo non concedere eventuali appuntamenti con tali persone.

 

Per prevenire alcuni fenomeni delittuosi non basta solo l’intervento delle Forze di Polizia; occorre che il cittadino sia messo in grado di riconoscere agevolmente alcune caratteristiche, così da evitarne le conseguenze.
  
VIAGGI
Normativa di riferimento:

• D.Lgs 11/95;
• Regolamento CE n. 889/2002;
• Regolamento CE n.- 261/2004;
• D.lgs. 206/05 – Codice del Consumo.
I diritti
Il Codice del Consumo, D.Lgs 206/05, armonizza e riordina le normative concernenti i processi di acquisto e consumo, al fine di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli utenti. In particolare, il Capo II (artt. 82-100) rubricato "Servizi Turistici" e già previsto dal D.Lgs 111/95, garantisce importanti strumenti di tutela al consumatore che acquista un pacchetto turistico, ovvero un pacchetto risultante dalla combinazione di almeno due elementi tra trasporto, alloggio, servizi turistici non accessori al trasporto o all'alloggio. Per tutte le questioni inerenti ulteriori fattispecie non rientranti nella definizione di pacchetto turistico (ad esempio l'acquisto del solo biglietto aereo o ferroviario, oppure di un pernottamento in albergo) il consumatore può ricorrere alla generale tutela prevista dal codice civile in materia di inadempimento contrattuale e risarcimento del danno.

È bene ricordare che la tutela del consumatore si fonda prima di tutto sul diritto all'informazione spettante a chi acquista un pacchetto turistico. In base all'art. 87 del Codice il tour operator ha infatti l'obbligo di fornire prima dell'inizio del viaggio e per iscritto, le necessarie informazioni circa: orari, itinerari, generalità e recapiti di eventuali rappresentanti locali dell'organizzatore, prezzi, termini per i reclami, eventuale possibilità di sottoscrivere un contratto di assicurazione a copertura delle spese sostenute dal consumatore per l'annullamento del contratto o per il rimpatrio in caso di incidente o malattia. Inoltre, prima ancora di sottoscrivere il contratto, il consumatore deve essere informato sulla necessità del passaporto e di visti, sugli obblighi sanitari e sulle relative formalità per l'effettuazione del viaggio.

L'agenzia ha la facoltà di aumentare il costo del viaggio (art. 90 del Codice) e di richiedere quindi somme non preventivate a condizione che la revisione del prezzo di vendita sia espressamente prevista nel contratto come conseguenza della variazione del costo del trasporto, del carburante, delle tasse o del cambio applicato; tuttavia nessuna arbitraria modifica del costo del pacchetto può essere richiesta nei venti giorni che precedono la partenza. In ogni caso, la revisione del prezzo (anche prima di tale termine) non può eccedere il 10% del costo originario (altrimenti si può recedere dal contratto ed ottenere il rimborso delle somme già versate). Non si è tenuti ad accettare la modifica delle condizioni contrattuali, potendo recedere dal contratto senza pagamento di alcuna penale.

In base all'art. 88 del Codice del Consumo le informazioni riportate nei cataloghi e nei depliant informativi sono vincolanti per il tour operator, ragion per cui è possibile denunciare eventuali difformità a titolo di vero e proprio inadempimento contrattuale.

Risarcimento e Recesso

In generale il consumatore che lamenti l'inadempimento del tour operator alle obbligazioni assunte potrà chiedere al Giudice civile il risarcimento del danno subito, sia esso patrimoniale (ossia il rimborso dei costi sostenuti per servizi non resi), sia esso morale, ovvero il cosiddetto "danno da vacanza-rovinata", assimilabile al danno biologico e consistente nel minor godimento della vacanza a causa dei disagi sopportati dal consumatore in conseguenza dell'inadempimento del tour operator.

Può accadere che dopo avere acquistato il pacchetto turistico, si decida di non partire per ragioni personali: in tal caso - recesso ingiustificato - il tour operator potrà trattenere la caparra o, se il viaggio è stato pagato per intero, la cifra stabilita dal contratto. Se invece il consumatore recede per un fatto a lui non imputabile - recesso giustificato - è previsto il diritto al rimborso dell'intera somma versata, senza ulteriori conseguenze, entro 7 giorni lavorativi dal momento del recesso. Qualora il consumatore sia stato informato dell'annullamento del pacchetto per mancanza di disponibilità, per iscritto e almeno 20 giorni prima della data prevista per la partenza, il tour operator non è tenuto a risarcire ogni eventuale danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto, ma solo a restituire le somme già percepite (art. 92 del Codice).

In caso di overbooking (prenotazione oltre il limite, prassi adottata da agenzie e compagnie aeree che vendono un numero maggiore di posti rispetto alla effettiva disponibilità, sia negli alberghi che sugli aerei, confidando nelle disdette dell'ultimo momento), il Regolamento CE n. 261/2004 prevede che la compagnia offra al passeggero non imbarcato la scelta tra il rimborso pieno del biglietto, il primo volo alternativo possibile o un volo alternativo in data successiva, salvo comunque il risarcimento del danno (che in questo caso comprende sia la differenza tra il prezzo effettivamente pagato dal viaggiatore ed il prezzo della nuova sistemazione, sia il risarcimento del danno da vacanza rovinata).

È bene ricordare che se si hanno dubbi sulla serietà dell'agenzia ci si può rivolgere all'Assessorato al turismo della Regione - Ufficio licenze agenzie di viaggio.

I pacchetti last minute, ovvero acquistati nell'imminenza della partenza, non soggiacciono a regole differenti, se non a quelle connesse alle modalità di pagamento concordate con l'organizzatore. Anche acquistando un last minute si ha diritto di ricevere, contestualmente alla stipula, tutte le informazioni di carattere generale in materia di passaporto e visto, nonché quelle riguardanti gli obblighi sanitari e le relative formalità per l'effettuazione del viaggio.

Reclami e Strumenti di tutela
Oltre ai reclami inoltrati sul luogo di villeggiatura (che obbligano l'organizzatore a predisporre adeguate soluzioni alternative), si può formalizzare il reclamo nei confronti del tour operator nel termine di 10 giorni dal rientro nel luogo di partenza, a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, richiedendo il rimborso delle somme pagate sul posto
e la restituzione degli importi versati al tour operator (art. 98 del Codice). Il mancato esercizio di tale facoltà non impedisce di rivolgersi al Giudice per il risarcimento, fornendo la prova della "gravità" dell'inadempimento e del danno patrimoniale subito. Per danni fino a Euro 2582,28 o per tentare il rito conciliatorio è possibile rivolgersi al Giudice di Pace, evitando così l'aggravio di ulteriori spese. L'azione risarcitoria nei confronti del tour operator soggiace al termine di prescrizione di 3 anni dal rientro del viaggiatore nel luogo della partenza, nel caso di danni alla persona (art. 94), per i danni diversi invece il diritto si prescrive in 1 anno (art. 95).

Anche per i bagagli possono presentarsi problemi. Nel caso in cui la compagnia aerea smarrisca il bagaglio contenente preziosi ed abiti di valore, il Regolamento CE n. 889/2002 prevede un rimborso fino a circa Euro 1100. Nel caso di trasporto di merce di valore, si può beneficiare di un limite di responsabilità più elevato rilasciando una dichiarazione speciale, al più tardi al momento della registrazione, e pagando un supplemento.

Se le valigie vengono danneggiate durante le operazioni di imbarco, si può segnalare il danno in aeroporto, non appena sbarcati, presso l'ufficio reclami, dove gli addetti provvederanno a verificare l'accaduto. Il reclamo deve comunque essere presentato entro 7 giorni.

Ai sensi dell'art. 1783 del c.c., gli albergatori sono responsabili della sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo. Tuttavia, tale responsabilità è limitata al valore di quanto sia stato sottratto, sino all'equivalente di cento volte il prezzo giornaliero della stanza. La responsabilità dell'albergatore è invece illimitata quando le cose gli sono affidate in custodia oppure quando ha rifiutato di ricevere in custodia cose che aveva l'obbligo di accettare (come carte-valori, denaro contante).

Fondo Nazionale di Garanzia

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico è istituito il Fondo Nazionale di garanzia (art. 100 del Codice), per consentire il rimborso del prezzo versato ed il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi all'estero, in caso di fallimento o accertata insolvenza del venditore o dell'organizzatore. Il Fondo fornisce inoltre un'immediata disponibilità economica in caso di rientro forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di emergenze imputabili o meno all'organizzatore. Per ottenere il rimborso dei servizi previsti nel pacchetto turistico e non fruiti occorre produrre istanza - entro 3 mesi dalla conclusione del viaggio, allegando il contratto di viaggio, copia della ricevuta del versamento della somma corrisposta all'agenzia di viaggio ed ogni altra documentazione utile a provare la mancata fruizione dei servizi pattuiti - da inviare al Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione generale per il Turismo - Ufficio C1 "Tutela del turista" - via della Ferratela in Laterano n. 51, 00184, Roma (tel. 067732325).

In caso di necessità ci si può rivolgere ai Comandi territoriali della Guardia di Finanza, chiedere consiglio ad una delle associazioni in tutela del consumatore, individuate dal sito www.tuttoconsumatori.it , o consultare la carta dei diritti del passeggero sul sito www.enac-italia.it

 

SALDI 

Normativa di riferimento:

• D.lgs. 114/98;
• D.lgs. 24/02;
• D.lgs. 206/05 – Codice del Consumo

Nel periodo dei saldi occorre prestare molta attenzione alle reali opportunità di risparmio, fare una valutazione del rapporto qualità prezzo e ricordare sempre che la riduzione dei prezzi non comporta una diminuzione di diritti di chi compra.

Seguendo alcune semplici regole si potrà evitare di avere brutte sorprese. Sicuramente sarà utile fare un giro qualche giorno prima della data prevista per l'inizio dei saldi per essere sicuri che la merce che si troverà in negozio sia veramente quella di stagione e non un avanzo di magazzino.

La legge prevede che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e quelli suscettibili di notevole deprezzamento se venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, in quanto fortemente legati alla moda (art. 15 d.lgs 114/98).

Prezzi

Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art. 15 D.lgs 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero comunque essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato; se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l'ufficio di Polizia Annonaria del Comune.

I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accertarla anche nel periodo dei saldi. Se si rifiutano di permettere il pagamento con la carta o richiedono per l'utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

Prove e Cambi

Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre meglio provare l'articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch'essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull'acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.

Garanzie

Conservate sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l'acquisto, anche nel periodo dei saldi la legge garantisce all'acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa. Il d.lgs 24/2002 (rientrato nel Codice del Consumo) ha infatti introdotto nel Libro IV del Codice Civile (delle obbligazioni) dei nuovi articoli (da 1519-bis a 1519-nonies), in base ai quali ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia, gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato.

Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore (art. 1519-quater).

In base all'art. 1519-sexsies del Codice Civile la garanzia si può far valere entro due anni dall'acquisto, occorre quindi non solo conservare gli scontrini ma anche prestare attenzione a quelli di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente fotocopiandoli per poterli esibire al momento opportuno. La garanzia copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene o insorto nei 24 mesi successivi, il che vuol dire che il venditore deve porre rimedio a qualunque difetto, sorto nei primi due anni di vita del bene, che non lo renda più idoneo all'uso per cui era stato acquistato. Se il difetto si presenta nei primi sei mesi, si presuppone esistente già all'atto dell'acquisto, ma il venditore può eventualmente dimostrare il contrario; se invece il difetto si manifesta tra il settimo ed il ventiquattresimo mese può accadere, nei casi dubbi, che al consumatore venga richiesto di dimostrare che non è stata una sua attività a causare il difetto (inversione dell'onere della prova).

L'art. 1495 c.c. poneva uno stretto limite temporale per la denuncia dei difetti, stabilendo che il cliente dovesse comunicarli al venditore entro otto giorni dalla scoperta. Il d.lgs n. 24/2002 ha ampliato questo termine stabilendo invece che il consumatore debba denunciare al venditore il difetto di conformità entro due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.

Il venditore ha l'obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita (art. 1519-ter c.c.), ovvero beni conformi alle descrizioni fatte ed utilizzabili per gli scopi dichiarati, in caso contrario si potrà chiedere il rimborso della spesa sostenuta. Anche la pubblicità è considerata una dichiarazione efficace ai sensi di questa normativa, e quindi anche una promessa fatta attraverso la pubblicità e non corrispondente alla realtà, potrà essere fonte di problemi per i venditori.

Le "garanzie convenzionali" (art. 1519-septies c.c.), ovvero gli impegni che vengono offerti solitamente dal produttore, costituiscono un vincolo per chi li offre, ma non possono sostituire assolutamente la garanzia del venditore. Gli interventi devono essere richiesti dal consumatore direttamente al venditore per evitare ogni possibile confusione, sarà poi il venditore, nel caso il difetto sia anche coperto dalla garanzia convenzionale, ad indirizzare il clienti ai servizi di assistenza del produttore. Come forma di tutela, dopo aver segnalato il difetto entro i sessanta giorni previsti, potrà essere utile fare una nuova segnalazione al venditore - con lettera raccomandata A.R. - per ribadire il difetto di conformità, elencando minuziosamente il problema insorto e la richiesta (ripristino delle condizioni del bene, riduzione del prezzo, risoluzione del contratto).

Nel caso in cui il negoziante dimostri di non voler adempiere ai propri doveri o il centro assistenza del produttore richieda il pagamento delle riparazioni sostenendo che la garanzia non copre il difetto riscontrato, ma non sia in grado di dimostrare opportunamente le proprie dichiarazioni, per risolvere il problema ci si potrà rivolgere al Giudice di Pace del tribunale più vicino, o chiedere consiglio ad una delle associazioni per la tutela dei consumatori, individuate dal sito www.tuttoconsumatori.it.


AFFITTI

 Se hai intenzione di prendere in affitto (locazione) un appartamento ricorda che è necessario osservare le disposizioni di legge che disciplinano la stipulazione del contratto di locazione, regole che vanno osservate durante e dopo la stipula.

Il contratto di locazione per uso abitativo è di due tipi, il primo prevede un canone libero e una durata fissa di quattro anni rinnovabili per altri quattro, il secondo, un canone calmierato (concordato attraverso la contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari) e una durata fissa di tre anni rinnovabili per altri due.

Affitti temporanei possono essere stipulati dagli studenti fuori sede o da chi cerca casa per uso temporaneo. In questi casi l'appartamento può essere affittato solo alle condizioni concordate tra le organizzazioni di categoria.

La prima tipologia, motivi di studio, prevede una durata da sei mesi a tre anni; la seconda, esigenze temporanee, da uno a diciotto mesi.

Per la stipulazione di questi due ultimi tipi di contratto e per quelli conclusi sulla base degli accordi siglati dalle organizzazioni degli inquilini e proprietari sono utilizzabili i modelli standard depositati presso i comuni, che contengono specifiche anche con riferimento alle caratteristiche che contradistinguono un appartamento ammobiliato e le relative percentuali di aumento sul canone.

Per i contratti a canone libero invece, potete usare i modelli messi a disposizione dalle associazioni di categoria: Sunia, Sicet, Uniat e Confedilizia.

Tutti i contratti di locazione, ad eccezione per quelli di durata inferiore a trenta giorni in un anno, devono essere registrati entro trenta giorni dalla conclusione dell'accordo, presso gli uffici periferici dell'Agenzia delle Entrate o avvalendosi del sistema di registrazione telematica.

La registrazione deve essere richiesta, previo versamento dell'imposta presso qualsiasi concessionario della riscossione, banca o ufficio postale, compilando il modulo F23 (reperibile anche nel sito www.agenziaentrate.it), indifferentemente, sia dal proprietario che dall'inquilino. L'imposta grava in parti uguali tra le parti contraenti.

L'omessa registrazione, il mancato pagamento dell'imposta di registro e l'indicazione di un importo inferiore a quello reale all'atto della registrazione, comportano l'applicazione di una sanzione amministrativa.

Stipulare e registrare il contratto, oltre a costituire un adempimento previsto dalla legge al fine di evitare l'evasione fiscale, consente anche di ottenere dei vantaggi economici sia per i proprietari: deduzioni ai fini della determinazione del reddito imponibile; che per gli inquilini:detrazioni di imposta; in presenza di specifici requisiti.

E' consigliabile evitare pagamenti in contanti e pretendere comunque e sempre una ricevuta di avvenuta corresponsione del canone.

Queste informazioni di carattere generale possono essere integrate consultando i siti www.sunia.it (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari); www.sicet.it (Sindacato Inquilini Casa e Territorio); www.uniat.it (Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio); www.confedilizia.it. (Confederazione Italiana Proprietà Edilizia).

Legge 9 dicembre 1998, n. 431 "Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo"
(G.U. 15 dicembre 1998, n. 292, s.o.)

 

 DOCUMENTI FISCALI
 
Sono tre i documenti fiscali che accompagnano l'acquisto di merci o una prestazione di servizio:
• lo scontrino fiscale;
• la ricevuta fiscale;
• la fattura.
Il commerciante o l'esercente può liberamente scegliere quale documento fiscale emettere.

Quando chi acquista  la merce è titolare di partita IVA, il rilascio della fattura gli permette il recupero dell'IVA da lui pagata. In questo caso, chi emette la fattura deve indicare:
• il prezzo netto del prodotto;
• l'IVA applicata per ogni prodotto;
• il totale dell'imponibile (prezzo totale netto);
• l'IVA totale;
• la somma del tutto.
L'indicazione sullo scontrino dello specifico prodotto acquistato, è una facoltà che alcuni commercianti possono adottare, anche in relazione al tipo di misuratore fiscale utilizzato.
In questi casi, ai fini della valenza di uno scontrino fiscale anche come garanzia, è buona regola pretendere dall'esercente la specifica, sullo stesso, di ogni singola voce di costo e non del solo TOTALE.
In alternativa, può essere richiesta l'emissione di singoli scontrini anche per più acquisti effettuati contestualmente, se di rilevante importo.
Tra gli obblighi fiscali dei commercianti e di chi fornisce servizi al pubblico (artigiani, professionisti, eccetera), rientrano quelli concernenti l'emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali, a fronte di cessioni di beni e prestazioni di servizi.
La ricevuta e lo scontrino costituiscono l'adempimento documentale più efficace, ancorchè non decisivo, per contrastare l'occultamento dei corrispettivi.
Una volta rilasciato il documento al cliente, l'operatore è indotto a registrare l'operazione, nella consapevolezza di non poterne nascondere le tracce.
La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto della lotta all'evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole positivamente imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare, ecc.).
Un importante ruolo però, può essere svolto anche dal cittadino il quale, oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l'esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti.
Importante è verificare che l'importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale. Il prezzo dei beni o servizi, se non diversamente specificato, deve intendersi sempre comprensivo di I.V.A.

Quali sono i dati fiscali da verificare?

Proviamo a leggere lo scontrino.
Il documento deve contenere alcuni elementi necessari, quali:
1. dati identificativi l'esercente l'attività commerciale (denominazione, ditta o ragione sociale o cognome e nome);
2. numero di partita IVA e ubicazione dell'esercizio;
3. corrispettivi riferiti ad ogni singolo prodotto acquistato con i relativi importi totali, eventuali sconti o rettifiche, totale dovuto;
4. data, ora di emissione e numero progressivo;
5. logotipo fiscale ( ), seguito da una serie di lettere e numeri.
Proviamo a leggere la ricevuta fiscale.
Dal 1993 è stato introdotto la ricevuta fiscale unificata (può essere utilizzata anche come fattura) che deve contenere:
1.  data e numero progressivo;
2. dati identificativi dell'esercente (denominazione, ditta o ragione sociale o cognome e nome) e dati identificativi del cliente;
3. quantità, natura e qualità dei beni o servizi;
4. corrispettivi ripartiti per imponibile ed imposta con la specificazione dell'aliquota I.V.A. e totale dovuto.
Lo scontrino e la ricevuta devono essere rilasciati al momento del pagamento totale o parziale del corrispettivo.
Nei casi di prestazioni ultimate ma non ancora determinate nel corrispettivo o comunque quando il pagamento non è ancora avvenuto, va rilasciata una ricevuta o scontrino provvisori.
 
Quando vi viene richiesto: "CON O SENZA RICEVUTA?" ed il prezzo CAMBIA in funzione della risposta che date, vi stanno chiedendo se volete consentire o meno A LORO di EVADERE LE IMPOSTE.

In questi casi è doveroso chiedere il documento fiscale, a seconda del tipo di prestazione ricevuta, potrà anche essere dedotta o detratta dal vostro reddito.

Si segnala, infine, che vi  possono essere soggetti esonerati dall'obbligo di emissione dello scontrino fiscale.  Questi assolvono gli obblighi fiscali attraverso ulteriori modalità. Comunque, anche in questi casi, è legittimo (e consigliabile) chiedere il documento (non fiscale, in questo caso) per comprovare l'acquisto o per ottenere la detraibilità della spesa sostenuta.

 

IL PHISCHING
 
Il phishing è una truffa on-line nata per sottrarre con l'inganno numeri di carte di credito, password, informazioni personali o di carattere finanziario. Attuata quasi sempre tramite posta elettronica si basa sull'invio da parte del truffatore (phisher) di e-mail che sembrano provenire da siti web autentici i quali richiedono all'ingenuo utente l'inserimento dei propri dati personali.
Le tecniche più comuni utilizzate dal phisher sono quelle di:
1. colpire il malcapitato utente utilizzando testi, immagini ed in molti casi veri e propri cloni dei siti originali in modo da convincere l'utente dell'effettiva autenticità del messaggio;
2. mascherare il falso URL, verso il quale l'ignaro utente verrà indirizzato, con il vero indirizzo del sito clonato. (Il phisher, prevalentemente, o sfrutta le vulnerabilità dei vari browser o registra nomi a dominio simili a quelli originali);
Il phisher come fa a sapere che l'utente ha un conto presso la banca o servizio online indicato nel messaggio-esca?
In realtà, normalmente il phisher non sa se la sua vittima ha un account presso il servizio preso di mira dalla sua azione ma si limita ad inviare lo stesso messaggio-esca a un numero molto elevato di indirizzi di e-mail, nella speranza di raggiungere per caso qualche utente che ha effettivamente un account presso il servizio citato.

Esistono programmi specifici, come la barra anti-phishing e le liste nere (blacklist) che consentono di avvisare l'utente quando visita un sito probabilmente non autentico. Quando si hanno dei dubbi la cosa migliore e lasciar perdere e cancellare l'e-mail.

  

ACQUISTO E VENDITA IMMOBILI

 
      Il cittadino che si accinge ad acquistare o vendere un immobile dovrebbe sempre osservare le seguenti prescrizioni:
1. verificare che l'agente immobiliare con cui eventualmente si operi sia iscritto alla locale Camera di Commercio, all'ufficio albi e ruoli degli agenti immobiliari e delle società di intermediazione immobiliare di cui alla legge n. 39 del 03/02/1989. Il compenso per la mediazione svolta oscilla, a seconda delle zone catastali, in un range compreso tra il 2 e il 5 per cento del valore dell'immobile;
2. acquisire i dati dell'impresa di costruzione o cooperativa edilizia (partita Iva, Codice fiscale, sede legale) e verificare, presso la Camera di Commercio di iscrizione, la presenza di eventuali protesti, e, presso i pubblici registri immobiliari, l'esistenza di vincoli e garanzie a favore di terzi (ipoteche, privilegi, pignoramenti) e della destinazione dell'immobile (può capitare, ad esempio, che sia venduto un complesso alberghiero, che è una unità indivisa, come un insieme di abitazioni private, e sia necessaria, ai fini dell'abitabilità, la variazione d'uso). Pertanto l'immobile deve essere esattamente identificato compresi accessori e pertinenze: fondamentale è la descrizione catastale;
3. è bene procedere direttamente alla stipula di un contratto preliminare che si consiglia di registrare. In tal modo sia il promittente/venditore che il promittente/ acquirente sono obbligati a stipulare il contratto definitivo. La sottoscrizione di un atto unilaterale di obbligo (proposta unilaterale di acquisto/vendita) invece, vincola soltanto acquirente/venditore che la sottoscrive a stipulare il contratto definitivo. In ogni caso è bene inserire nel contratto preliminare, tra le altre, le clausole di garanzia urbanistica (il venditore deve fornire la licenza e/o concessione edilizia, il certificato di abitabilità ed eventuali domande di concessione di sanatoria (condono edilizio) per evitare i problemi in ordine alla disponibilità e alla fruizione dell'immobile a seguito dell'acquisto del bene. Si consiglia anche di inserire una dichiarazione con la quale il venditore assicura che l'immobile è stato dichiarato nell'ultima dichiarazione dei redditi e di chiedere, nel medesimo atto, la consegna da parte del venditore di copia dell'eventuale contratto di locazione, delle tabelle catastali, della documentazione ipotecaria e urbanistica, del regolamento del condominio evidenziando i millesimi attribuiti all'immobile da acquistare;
4. quando si effettuano pagamenti (rate d'acquisto dell'immobile, versamenti alla società cooperativa edilizia etc.) è bene effettuarli non in contanti ma con titolo (assegno bancario o postale, assegno circolare, cambiale etc.) con clausola "non trasferibile" - per le transazioni di importo superiore a 12.500 devono comunque essere utilizzati assegni con la clausola "non trasferibile" - precedenti specifici comprovano che senza tale condizione i titoli circolano con grande rapidità da una società all'altra e in caso di frodi, oltre a esserne difficile la ricognizione a causa della difficoltà di identificare i giratari dalla sola sigla apposta, non possono essere compiuti atti esecutivi (sequestri conservativi) a propria tutela da parte del debitore originario in virtù del principio che tutela i diritti dei terzi in buona fede (incluse banche, società di factoring etc.) che hanno acquisito nel frattempo la disponibilità del titolo medesimo. Si segnala, inoltre, che le parcelle corrisposte ai professionisti, dai 100 euro in su, devono essere documentate con assegni o bonifici bancari;
5. cercare di verificare adeguatamente le ragioni, durante le trattative, di un eventuale cambio della controparte (acquirente/venditore) mediante richiesta anche degli atti (cessione del credito, subingresso contrattuale, espromissione etc.) in cui tale modifica è sancita. L'esperienza operativa dimostra che spesso i malintenzionati conducono le trattative verbali attraverso prestanome con i quali carpiscono la buona fede della vittima, mentre, in realtà, la parte contrattuale, che sottoscrive gli atti preliminari e definitivi di vendita, è un'altra; solo che spesso questa circostanza emerge solo al momento della firma. In tali casi si consiglia comunque di non firmare nulla e, superando l'imbarazzo, chiedere le dovute spiegazioni;
6. avere cognizione dei propri diritti in genere. Infatti se il cittadino acquista un immobile da una società privata, si rientra nella sfera di applicazione delle norme sulla vendita immobiliare; se invece il cittadino acquisisce una quota di una società cooperativa edilizia, che rientri o meno nella sfera di applicazione della legge 167/92 sull'edilizia agevolata, acquisisce a tutti gli effetti la qualifica di socio di tale soggetto giuridico e come tale: deve essere convocato in assemblea in tutti i casi previsti dal Codice Civile (ad esempio per l'approvazione del bilancio annuale, per una perdita superiore ad 1/3 del capitale, per operazioni straordinarie etc.), può chiedere la convocazione degli amministratori in determinati casi, può sollecitare controlli da parte dei sindaci etc..
Ulteriori "campanelli d'allarme" possono essere risposte non sufficientemente chiare e motivate o particolari, che lasciano dubitare della trasparenza dell'operazione e della posizione della controparte.

LOTTERIE MULTILEVEL

 
Tra le attività situate al confine tra il lecito e l'illecito, proliferate di recente sulla Rete, si segnalano le cosiddette "Lotterie Multilevel". Si tratta di attività che prevedono l'offerta, soprattutto tramite siti di aste on line, di prodotti di alta tecnologia in cambio del pagamento di una quota, che consente l'iscrizione in una lista, e dello svolgimento di un'attività di proselitismo finalizzata alla ricerca di nuovi partecipanti . Più utenti aderiscono all'offerta, pagando l'iscrizione, più il proprio nome avanzerà verso il vertice della lista fino a consentire il raggiungimento del premio promesso.
Le possibilità di vincita sono in realtà limitatissime e l'unico che finisce per guadagnarci realmente, a spese dei partecipanti, è l'organizzatore del "gioco".

Alcuni consigli:
1. Se si parla di "liste", "bonus", "posizioni" il consiglio è lasciar perdere immediatamente e non prendere neanche in considerazione l'idea di iscriversi a questo genere di "lotterie piramidali": sono solo un ottimo sistema per buttare il proprio denaro;
2. Un'offerta di prodotti ad elevata tecnologia, viaggi o quant'altro a 15, 30, 34, 35, 36 euro o a cifre simili, e comunque non correlate al valore di mercato del bene proposto, indica che ci si trova di fronte ad una "Lotteria Multilevel"… Occhi aperti!
3. Usate innanzitutto il buon senso. In questo tipo di lotterie è maggiormente visibile la sproporzione tra il prezzo di offerta e il prezzo di mercato del bene oggetto della lotteria;
4. Studiate il regolamento e chiedete al titolare del sito di esplicitare il principio matematico che sottende al gioco, quindi verificate in anticipo le effettive possibilità di vincita. Diffidate dalle lotterie piramidali che non citano in modo chiaro le possibilità di vittoria in termini percentuali ed effettivi. In molti casi le probabilità di vincita sono prossime allo zero;
5. Non coinvolgete altre persone in questo genere di giochi. Oltre causare loro un danno economico, potreste rendervi colpevoli di "pubblicità ingannevole" (o peggio) ed esporvi al rischio di una denuncia;
6. Ricordate che è complicato se non impossibile recuperare il denaro buttato per iscriversi nelle "Lotterie Multilevel" piuttosto che evitare qualsiasi coinvolgimento a priori.
Il mondo telematico può e deve essere affrontato con prudenza. Un atteggiamento che può permetterci, anche senza essere in possesso di particolari cognizioni tecniche, di scongiurare il pericolo di truffe.

 

 MACCHINE VIDEOPOKER

 
La Guardia di Finanza, al fine di tutelare il monopolio statale dei giochi si adopera per contrastare il fenomeno del gioco clandestino e irregolare.

Le macchine cosiddette videopoker sono illegali.
La legge ha invece autorizzato le cosiddette slot machine, ma le ha circondate da una serie di accorgimenti, diretti a prevenire la commissione di illeciti, quali:
1. deve trattarsi di apparecchi collegati alla rete dei monopoli di Stato, per i quali sia stata ottenuto il nulla osta di messa in esercizio;
2. la vincita massima che non può superare i 50 euro deve verificarsi almeno ogni 14.000 giocate;
3. la macchina deve erogare come vincite obbligatoriamente il 75% delle giocate totali;
4. il denaro (monete) deve essere rilasciato direttamente dall'apparecchio.
In presenza di discrepanze, rispetto a quanto evidenziato, ci troviamo di fronte a delle irregolarità che probabilmente sono il frutto di manomissioni

 

LE ACCISE

 
Le cosiddette accise sono imposte applicate ai consumi di specifici beni come prodotti petroliferi, energia elettrica, gas di città.
La vigilanza sulle fasi di lavorazione e movimentazione del prodotto, volta a reprimere i comportamenti illeciti e le condotte evasive, perpetrate con l'obiettivo di sottrarsi al pagamento dell'imposta, è affidata agli Uffici Tecnici Imposte di Fabbricazione (UTIF) e alla Guardia di Finanza.

Attenzione viene riposta anche nei confronti dei gestori dei distributori di carburante, i quali, attraverso la manomissione degli apparecchi erogatori, potrebbero truffare i cittadini.

Accorgimenti:
1. Durante il rifornimento e opportuno porre particolare attenzione alla colonnina di erogazione e cercare di verificare, durante lo scorrimento, che il rapporto tra l'indicazione dei litri erogati e l'importo da pagare sia corretto (proporzionato), ad esempio, e in tal caso la verifica sarebbe semplice, nel caso in cui la benzina costasse 1 euro al litro i due contatori, durante il movimento, procedendo alla stessa velocità, dovrebbero riportare pedissequamente lo stesso ammontare;
2. E' necessario conoscere la capienza del serbatoio dell'autovettura;
3. Se la macchina alle volte funziona a "regimi bassi di motore" la benzina non è di buona qualità (possono essere stati utilizzati additivi, che non soggiacciono all'applicazione dell'imposta);
4. Se si possiede un'autovetture con impianto G.P.L. o gas metano, durante il rifornimento è consigliabile "tenere d'occhio" il gestore, perchè se calpesta il tubo di erogazione del carburante, anche per pochi secondi, (sia nel momento in cui inserisce il tubo di erogazione del carburante sia in quello in cui lo estrae) interrompe il flusso del gas ma il display continua a scorrere;
5. Cercare, per quanto possibile, di rifornirsi sempre dallo stesso distributore in modo da creare un "rapporto di fiducia" (il cliente fisso, solitamente, ha meno possibilità di essere frodato);
6. Non é consentito trasportate carburanti nelle taniche, in caso di necessità bisogna utilizzare esclusivamente le apposite buste realizzate per tale scopo.


BENI DI VALORE ARTISTICO O ARCHEOLOGICO
 
Il cittadino in possesso di beni di valore artistico od archeologico deve adempiere ad una serie di obblighi.

Infatti è bene osservare le seguenti prescrizioni:
1. in caso di acquisto è necessario chiedere il certificato di autenticità e provenienza del bene all'antiquario;
2. comunicare, in caso di ritrovamento fortuito, la scoperta (entro le 24 ore successive) ad una delle seguenti autorità:

a) alla Soprintendenza competente per territorio;
b) al Sindaco del Comune ove ha avuto luogo la scoperta;
c) alla locale Autorità di Pubblica Sicurezza.

Le citate autorità valuteranno se intervenire e, in caso positivo, prima del loro arrivo, gli oggetti non dovranno essere rimossi, salvo che sussista il pericolo di furto o deterioramento per altri motivi. In tal caso sarà utile fotografarli nel luogo di ritrovamento e custodirli obbligatoriamente (ovviamente nei limiti del possibile). Le eventuali spese per la custodia e la rimozione sono a carico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Lo scopritore ha diritto a un premio consistente alternativamente nel rilascio di parte delle cose ritrovate, in una somma di denaro o in un credito da detrarre sul totale delle imposte che annualmente il soggetto corrisponde all'Erario. Lo scopritore che si sia introdotto o abbia ricercato in un fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore, oltre ad incorrere nelle previste sanzioni penali, non ha diritto al citato premio;
3. comunicare, ad una delle Autorità sopra indicate, l'acquisizione del bene, se avvenuta a titolo diverso da quello d'acquisto (successione ereditaria, legato, gratuito, o per qualsiasi altro motivo);
4. per l'esportazione del bene, consentita solo in via temporanea, è necessario ottenere l'autorizzazione da uno degli uffici competenti della Soprintendenza, che potrà rilasciarla o negarla con motivato giudizio;
5. i beni possono essere introdotti in Italia permanentemente solo dopo aver ottenuto un certificato da uno degli uffici competenti della Soprintendenza, sulla base di una documentazione idonea ad identificare il bene ed a comprovarne la relativa provenienza. Qualora invece si volesse introdurre il bene solo per un determinato periodo di tempo (per esposizioni in fiere, mostre, etc.) dovrà richiedersi al predetto ufficio il certificato per l'importazione temporanea;
6. il trasferimento del bene da un luogo all'altro del territorio dello Stato è consentito a meno che non vi siano particolari e specifici limiti imposti allo stesso dalla Soprintendenza;
7. è bene, infine, che i possessori di opere d'arte conservino una o più fotografie dell'opera che in caso di furto o smarrimento saranno consegnate alle autorità per essere inserite nell’archivio delle “opere da ricercare” del Ministero per i Beni Culturali.

Gruppo "Tutela Patrimonio Archeologico" della Guardia di Finanza
Via Raffaele Costi, 77/89 00155 Roma
- Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004)
- Elenco delle Soprintendenze
- Elenco Uffici Esportazione delle Soprintendenze
- Modulistica

La Guardia di Finanza, attraverso il Gruppo "Tutela Patrimonio Archeologico" del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, svolge un'attività diretta a contrastare il traffico illecito di reperti archeologici e di opere d'arte, a sorvegliare il "mercato antiquario", accertando l'eventuale compravendita di "pezzi" cui sarebbe vietato il commercio.
Le ricerche archeologiche, di esclusiva competenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono effettuate dalle Soprintendenze Archeologiche competenti per territorio. Il citato Dicastero può comunque rilasciare apposita concessione a soggetti pubblici e privati. Lo scavo archeologico clandestino è sanzionato penalmente.

I beni che compongono siffatto patrimonio sono soggetti ad un regime differenziato rispetto agli altri beni mobili ed immobili.

 

PAGAMENTO CON MEZZI ELETTRONICI

 

Negli ultimi anni è stata rilevante la crescita delle transazioni commerciali effettuate con mezzi di pagamento elettronici (carte di credito, di debito, o prepagate) ma anche attraverso cellulari con i quali è possibile pagare facilmente alcuni servizi, come il parcheggio cittadino, lo skipass, o di acquistare un biglietto per il cinema. In attesa che le smart card (le nuove carte di credito al cui interno è presente un microchip che memorizza in maniera crittografata i dati dell'utente) o altri supporti aumentino i livelli di sicurezza, i rischi di frode possono essere ridotti seguendo alcuni accorgimenti, iniziando dal non cedere mai la propria carta di credito o bancomat e non comunicare il proprio codice PIN, che in ogni caso non deve essere conservato insieme alla carta.
Quando è possibile è utile ricorrere all'home banking o attivare il messaggio telefonico di allarme che le banche o le società di gestione delle carte mettono a disposizione per controllare il proprio estratto conto, in modo da bloccare immediatamente la carta qualora si disconoscessero delle spese addebitate.

Bancomat

Quando ci si reca allo sportello è bene verificare che l'apparecchio non presenti anomalie, che non vi siano microtelecamere, che la fessura nella quale si inserisce il bancomat sia ben fissa (se si muove potrebbe essere stata coperta con un dispositivo - skimmer - in grado di leggere i dati della banda magnetica del badge) e che sopra la tastiera non sia stato sovrapposto nulla che consenta di memorizzare il PIN. Digitare il codice nascondendo con una mano l'operazione effettuata e se si sospetta che lo sportello bancomat sia stato manomesso non esitare a rivolgersi al più vicino Reparto del Corpo della Guardia di Finanza.

Carte di credito

Conservare le ricevute rilasciate dagli esercizi commerciali in occasione degli acquisti e controllare ogni mese l'estratto conto è l'unico modo per accorgersi di eventuali spese che non siano mai state effettuate. In caso di addebiti impropri occorre immediatamente denunciare la clonazione della carta alle forze dell'ordine e alla società che emesso la carta, al fine di disconoscere le spese addebitate; pertanto sarà bene tenere a portata di mano i numeri telefonici (in genere numeri verdi) forniti dal gestore della carta. Appena possibile copia della denuncia andrà inviata alla società emittente, tramite raccomandata A.R.
Non perdere mai di vista la carta al momento dei pagamenti e firmare la ricevuta solo dopo aver controllato l'importo.
Se si ricevono messaggi nella casella di posta elettronica o sul cellulare, con cui vengono richiesti dati relativi alla carta di credito o al conto corrente, non si deve rispondere ma avvertire la banca o le forze dell'ordine avendo l'accortezza di non cancellare il messaggio ricevuto. Questo sistema, noto come phishing, è infatti un sistema usato per truffare i titolari di carte di credito acquisendo dagli stessi alcuni dati relativi all'home banking, utilizzati poi per svuotare i conti correnti.
In base alla Raccomandazione 97/489/CE riguardante le "Responsabilità per i prelievi bancomat fraudolenti", il titolare di una carta di credito non è responsabile delle perdite derivanti dallo smarrimento o dal furto dei mezzi elettronici di pagamento, dopo averne data notizia all'istituto di credito emittente; fino al momento della notificazione (in genere con denuncia effettuata nelle 48 ore), il titolare sostiene la perdita subita in conseguenza dello smarrimento o del furto nei limiti di un massimale non superiore a 150 Euro.

Commercio elettronico

È bene considerare che per fare acquisti o operazioni attraverso la rete Internet normalmente occorre solo fornire il numero di una carta e la data di scadenza; la spesa sostenuta sarà addebitata al titolare del numero di carta di credito, che potrebbe essere persona diversa da chi ha effettuato l'ordine. Per ridurre i rischi di frode è quindi consigliabile in primo luogo far sì che la propria carta venga maneggiata dal minor numero di persone possibile. È inoltre importante utilizzare solo siti protetti, riconoscibili per il fatto che durante la transazione compare sullo schermo un'icona con un lucchetto (sta a significare che in quel momento la connessione è sicura), o la sigla "Ssl" (Secure socket layer) oppure Set per l'invio dei dati in forma crittografata.

 

CONTRAFFAZIONE


Consigli utili per dare la possibilità all'utente di porre in essere misure idonee a difendersi contro il fenomeno della contraffazione:
• per gli acquisti rivolgersi sempre a distributori autorizzati, che offrono evidenti garanzie sull'origine dei prodotti;
• porre particolare attenzione agli acquisti di prodotti proposti su internet o da programmi televisivi, soprattutto nei casi in cui non è data la possibilità di visionare e constatare direttamente la consistenza del bene;
• prestare cautela per le vendite effettuate "porta a porta";
• valutare attentamente il rapporto esistente tra il prezzo di mercato del bene e quello attuato dal venditore, molto spesso infatti l'eccessivo divario rappresenta un elemento essenziale della contraffazione;
• avvalersi, prima di eseguire acquisti di rilevante valore, della consulenza di persone che abbiano maggiore conoscenza del prodotto;
• controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati e diffidare di quelli privi delle indicazioni d'origine e del "marchio CE";
• occorre sempre tenere presente che esistono sanzioni anche per chi acquista prodotti contraffatti;
• sapere che l'acquisto non consapevole di un prodotto contraffatto equivale ad acquistare, comunque, un prodotto non conforme; in questo caso il risarcimento non può essere né la riparazione, né la riduzione del prezzo, bensì l'annullamento del contratto con la restituzione delle somme pagate.


LA CARTA DOGANALE DEL VIAGGIATORE

 

La Carta doganale del viaggiatore è un prontuario sintetico e di facile consultazione da portare con sè durante i viaggi di piacere e di lavoro utile per "sdoganare" i souvenir, la valuta, gli effetti personali e i compagni di viaggio a quattrozampe. Si tratta di una guida che raccoglie le principali disposizioni doganali. Pubblicata dall'Agenzia delle Dogane, la Carta disciplina sia i viaggi da e verso i Paesi extracomunitari che quelli nell'ambito dell'Unione Europea. Per questi ultimi, a seguito dell'entrata in vigore delle norme comunitarie che prevedevano la creazione di uno spazio unico di libero scambio per persone, merci e capitali, non sussistono particolari formalità, ad eccezione di quelle riguardanti i mezzi di trasporto nuovi, per i quali è obbligatorio il pagamento dell'IVA nello Stato di destinazione; per i beni culturali, per i quali è necessaria la documentazione che attesti la provenienza del bene; per gli animali, che devono essere dotati di uno specifico passaporto rilasciato da un veterinario autorizzato dalle Autorità sanitarie competenti del Paese di provenienza. Diversamente è disposto invece per i viaggiatori che transitano in paesi non aderenti ai trattati delle Comunità Europee, per i quali sussistono diverse limitazioni. La Carta fornisce utili indicazioni anche per l'importazione ed esportazione di armi e beni culturali.

Quando si viaggia con videocamere, personal computer di elevato valore è conveniente portare la documentazione di possesso (ricevuta di acquisto o certificato di garanzia delle apparecchiature o bolletta d'importazione) in modo da poter dimostrare, in caso di controllo doganale che i beni sono stati regolarmente acquistati o importati in Italia. In mancanza di tali documenti è consigliabile, al momento della partenza, recarsi presso gli uffici doganali dei porti o degli aeroporti per fare una dichiarazione di possesso da esibire al rientro in Italia.

La Carta è consultabile all'indirizzo Internet:
http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/ed/Comunicare/Pubblicazioni/carta%20doganale
e viene rilasciata gratuitamente dopo una richiesta all'indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

IL CODICE FISCALE


 Il codice fiscale rappresenta lo strumento di identificazione del cittadino nei rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche. L'unico valido è quello rilasciato dall'Agenzia delle Entrate. Nessun soggetto esterno quindi è autorizzato a produrre o esporre programmi per il calcolo o la stampa del codice.

L'articolo 50 del d.l. 269/2003, convertito, con modificazioni, dalla legge 326/2003, recante disposizioni in materia di monitoraggio della spesa nel settore sanitario e di appropriatezza delle prescrizioni sanitarie, prevede la generazione e la progressiva consegna, da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze, della Tessera Sanitaria (TS) a tutti i soggetti aventi diritto all'assistenza sanitaria.

Con l'emanazione dei decreti attuativi sono state stabilite le modalità di gestione della Tessera Sanitaria che contiene il codice fiscale sia in formato alfanumerico che in formato "codice a barre" (bar-code) e sostituisce il tesserino plastificato di codice fiscale. La Tessera Sanitaria assume quindi la duplice veste di sostitutivo del tesserino di codice fiscale, da utilizzare in tutti i casi nei quali occorra esibire il codice fiscale stesso, e di strumento di accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.

- Per maggiori informazione o per richiedere il duplicato della Tessera Sanitaria: Tessera Sanitaria;
- Per maggiori informazioni o per richiedere il duplicato del codice fiscale: Codice fiscale ;
- Provvedimento del direttore dell'Agenzia del 20/03/2006 - Modifica del formato del tesserino plastificato del codice fiscale (G.U. n. 79 del 4/04/2006);
- Tessera sanitaria: attenzione alle truffe (comunicato stampa).


N.B. Le richieste di duplicato effettuate via Internet vengono evase con l'invio del duplicato di Tessera Sanitaria se il cittadino ha già ricevuto la Tessera Sanitaria o con l'invio del duplicato del tesserino di codice fiscale se il cittadino non ha ancora ricevuto la Tessera Sanitaria.

 

IL BOLLO AUTO

 
Il programma per il calcolo del bollo auto permette di calcolare l'importo della tassa automobilistica nel periodo di pagamento (che coincide con il mese successivo alla scadenza).
Ad esempio: per i bolli che sono scaduti il 31/12/2005 il periodo di pagamento va dal 1/01/2006 al 31/01/2006.
Se il calcolo viene effettuato in una data successiva al periodo di pagamento, il servizio calcolerà anche le eventuali sanzioni ed interessi.
Ad esempio: se il calcolo viene effettuato dal 1/1/2006 al 31/01/2006, per le tasse automobilistiche scadute il 31/12/2005, non saranno calcolati sanzioni ed interessi.
Se il calcolo viene effettuato dopo il 31/01/2006 verranno calcolati invece sanzioni ed interessi.
Se invece, per una tassa automobilistica che scade il 30/04/2006 - periodo di pagamento 1-31/05/2006, si richiede il calcolo in data antecedente il periodo di pagamento, sarà evidenziato un importo maggiorato di sanzioni ed interessi perché il programma prende in riferimento la precedente scadenza di Aprile 2005 e pertanto considera il pagamento tardivo.
Attenzione: l'indicazione di eventuali sanzioni e interessi non implica l'irregolarità di versamenti già effettuati.
Ricordiamo, infine, che la competenza per la tassazione del bollo auto spetta alle Regioni le quali gestiscono le banche dati relative ai versamenti.

Il primo bollo per l’auto nuova 

Quando si paga: Il primo bollo deve essere eseguito entro il mese di immatricolazione. Se però questa è avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese, per pagare c’è tempo fino all’ultimo giorno del mese successivo. Se l’ultimo giorno del mese cade di giorno festivo o di sabato, la scadenza è spostata al primo giorno feriale.
In ogni caso, il mese di immatricolazione deve essere pagato per intero (anche nel caso limite di immatricolazione avvenuta l’ultimo giorno del mese). La data di immatricolazione si rileva dalla carta di circolazione o, in mancanza, dal foglio di via rilasciato dagli uffici della ex Motorizzazione Civile.
Per le auto acquistate usate da un rivenditore, vale la data  di Autentica Notarile dell’atto di vendita.
Le auto Anziane (con almeno 30 anni )
Sono esenti dalla tassa automobilistica i veicoli (autovetture, motoveicoli, eccetera) costruiti da almeno trent’anni, senza che sia necessario il possesso di particolari requisiti. Il beneficio spetta automaticamente, senza che sia necessario presentare una domanda apposita. Per verificare se si ha diritto al beneficiario, fa fede la data di immatricolazione risultante dal “libretto” di circolazione. Se i veicoli in questione sono messi in circolazione su strade pubbliche, essi sono tenuti al pagamento di una tassa forfetaria dovuta in misura fissa a titolo di tassa di circolazione indipendentemente dalla potenza del motore). Il pagamento può effettuarsi, senza sanzioni, in qualsiasi mese dell’anno, purchè anteriormente alla messa in circolazione del veicolo su strade pubbliche.  Questo regime agevolato non si applica ai veicoli “ ad uso professionale” . Sono da considerarsi tali, ad esempio, quelli adibiti al servizio pubblico da piazza, a noleggio da rimessa o a scuola guida.

I benefici indicati per le auto "anziane" nel paragrafo precedente si applicano con le stesse modalità nei riguardi dei veicoli che abbiano compiuto vent’anni e che abbiano i requisiti per essere considerati di particolare interesse storico e collezionistico. Si considerano tali i veicoli costruiti specificamente per le competizioni, quelli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica, anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre, ed infine i veicoli che rivestono un particolare interesse storico o collezionistico in ragione del loro rilievo industriale, sportivo, estetico o di costume. A differenza dei veicoli con almeno 30 anni, il beneficio in questo caso non spetta automaticamente, ma solo se vi è stata, da parte dell’apposito Ente associativo riconosciuto dalla legge (ASI - Automotoclub Storico Italiano), la preventiva determinazione che individui quali sono i veicoli  di particolare interesse storico e collezionistico. Se i veicoli in questione sono messi in circolazione su strade pubbliche , essi sono tenuti al pagamento di una tassa forfetaria dovuta in misura fissa 8indipendentemente dalla potenza del motore) a titolo di tassa di circolazione. Il pagamento può effettuarsi, senza sanzioni, in qualsiasi momento dell’anno, purchè anteriormente alla messa in circolazione del veicolo su strade pubbliche.


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La lunga marcia dei diritti dei militari. Una partita ormai persa o tuttora aperta?

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Una partita ormai persa o tuttora aperta?

L'inizio del nuovo anno mi induce a riflettere sullo stato dei diritti dei cittadini con le stellette ed a chiedermi se la loro condizione volga al miglioramento o, piuttosto, al regresso. Mi affiderò ad alcuni casi reali accaduti nell'anno appena concluso, certamente idonei a

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La nozione di “pubblico ufficiale

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La nozione di “pubblico ufficiale”
L'art. 357 c.p. dispone che "agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali, coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa". Agli stessi effetti, come disposto dal secondo comma dell'art. 357 novellato dalla l. n. 86/90 e successivamente modificato dalla l. n. 181/92, "è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi".
Dalla lettura della norma, pertanto, si evince che la qualifica di pubblico ufficiale va attribuita a tutti quei soggetti che "concorrono a formare la volontà di una pubblica amministrazione; coloro che sono muniti di poteri: decisionali; di certificazione; di attestazione di coazione" (Cass. Pen. n. 148796/81); "di collaborazione anche saltuaria" (Cass. Pen. n. 166013/84).
Sebbene in passato lo status di pubblico ufficiale fosse tradizionalmente legata al ruolo formale del soggetto all'interno dell'amministrazione pubblica (come quello dell'impiegato statale), dopo le leggi n. 86/90 e n. 181/92 l'attenzione si è spostata sulla funzione del soggetto e non più sul ruolo, ampliando (attraverso la novella dell'art. 357 c.p.) anche la nozione di "pubblica funzione".
La giurisprudenza ha avuto modo di chiarire che è ormai "irrilevante la qualifica formale della persona all'interno dell'amministrazione" (Cass. n. 172198/85) e che può essere considerato pubblico ufficiale anche "chi concorre in modo sussidiario o accessorio all'attuazione dei fini della pubblica amministrazione, con azioni che non possano essere isolate dal contesto delle funzioni pubbliche" (Cass. Pen. n. 172191/85).
Pertanto, "la qualifica di pubblico ufficiale, ai sensi dell'art. 357 c.p. (come modificato dalle leggi 86/1990 e 181/92), deve esser riconosciuta a quei soggetti che, pubblici dipendenti o semplici privati, possono e debbono - quale che sia la loro posizione soggettiva - formare e manifestare, nell'ambito di una potestà regolata dal diritto pubblico, la volontà della p.a., ovvero esercitare, indipendentemente da formali investiture, poteri autoritativi, deliberativi o certificativi, disgiuntamente e non cumulativamente considerati" (Cass. Pen. 7.6.2001; n. 191171/92; n. 213910/99).
Tipologie di pubblici ufficiali
La qualità di pubblico ufficiale è stata riconosciuta nel tempo a diversi soggetti.
A titolo esemplificativo sono considerati pacificamente pubblici ufficiali: i consulenti tecnici, i periti d'ufficio, gli ufficiali giudiziari e i curatori fallimentari, quali ausiliari del giudice (Cass. Pen. 16.6.1983; 11.5.1969); i portalettere e i fattorini postali (Cass. n. 5.10.1982); gli ispettori e gli ufficiali sanitari; i notai; il sindaco quale ufficiale del governo; i consiglieri comunali (Cass. n. 18.11.1974); gli appartenenti alle forze di polizia e armate; i vigili del fuoco e urbani; i magistrati nell'esercizio delle loro funzioni (ecc.).
La giurisprudenza ha individuato la qualifica di pubblico ufficiale anche nei seguenti soggetti: capotreni delle Ferrovie dello Stato anche dopo la trasformazione dell'ente in società per azioni (Cass. n. 39389/2009); gli impiegati comunali che rilasciano certificati (ad esempio, i dipendenti dell'anagrafe dello stato civile) e i tecnici comunali, mentre i dipendenti che preparano i certificati senza avere potere di firma sono considerati incaricati di pubblico servizio ex art. 358 c.p.; gli insegnanti delle scuole pubbliche (v., da ultimo, Cass. n. 15367/2014 che ha ribadito la qualità di pubblico ufficiale per l'insegnante di scuola media nell'esercizio delle sue funzioni non circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma esteso "alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri dei genitori degli allievi" riconoscendo tutti gli elementi del reato di oltraggio a pubblico ufficiale a carico di un genitore).

La nozione di “pubblico ufficiale

 

”L'art. 357 c.p. dispone che "agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali, coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa". Agli stessi effetti, come disposto dal secondo comma dell'art. 357 novellato dalla l. n. 86/90 e successivamente

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Autovelox

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In riferimento a diverse situazioni operative spesso accertate sulle nostre strade urbane ed extraurbane, nasce questo approfondimento relativo al corretto utilizzo dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione in un determinato caso: il controllo del rispetto dei limiti di velocità da parte degli organi di polizia stradale mediante Leggi tutto...

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