Cessazione dal servizio

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"A distanza di anni, il ricorrente ha appreso che gli altri colleghi coinvolti nella vicenda penale e nel procedimento disciplinare conclusosi con il provvedimento di cessazione dal servizio sono stati riammessi e reintegrati nel grado

ATTI AMMINISTRATIVI   -   GUARDIA DI FINANZA
T.A.R. Sicilia Catania Sez. III, Sent., 12-06-2012, n. 1526

Fatto - Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo - Motivi della decisione

I. Il ricorrente, appuntato della Guardia di Finanza presso la (@@@) Legione di (@@@), di seguito a processo penale conclusosi con il patteggiamento della pena, con Det. n. 230204 del 30 ottobre 1993, è stato dichiarato cessato dal servizio con perdita del grado per rimozione.
Di seguito a riabilitazione ottenuta dal Tribunale di Sorveglianza di (@@@) con sentenza n. 114/99, in data 6 ottobre 1999 ha proposto istanza di reintegrazione nel grado e di riammissione in servizio.
Con Det. del 12 settembre 2000, n. 224477 la detta domanda è stata rigettata, sicché il ricorrente il 31 ottobre 2000 ha proposto ricorso gerarchico.
Anche il detto gravame è stato rigettato.
A distanza di anni, il ricorrente ha appreso che gli altri colleghi coinvolti nella vicenda penale e nel procedimento disciplinare conclusosi con il provvedimento di cessazione dal servizio sono stati riammessi e reintegrati nel grado.
Con diffida del 10.5.2011, questi ha intimato il Comando Generale della Guardia di Finanza di adottare analogo provvedimento nei suoi confronti, ma l'Amministrazione è rimasta inerte.
Con ricorso notificato il 5.1.2012 e depositato il 18.1.2012, il ricorrente ha quindi richiesto che venga riconosciuta l'illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate e che venga ordinato che le stesse concludano il procedimento, con ricostruzione della carriera e risarcimento del danno biologico subito.
Il ricorso è supportato dai seguenti motivi di gravame:
1) Violazione di legge (arrt. 40 e 46 L. 3 agosto 1961, n. 833);
2) Manifesta illogicità;
3) Violazione di legge e discriminazione.
Costituitesi, le Amministrazioni intimate hanno concluso per la sostanziale infondatezza del ricorso.
Alla Camera di Consiglio del 18.4.2012, la causa é stata trattenuta per la decisione.
II. Il Collegio, aderendo alla Giurisprudenza dominante (cfr. T.A.R. Trento Trentino Alto Adige, sez. I, 26 gennaio 2010, n. 23), ritiene che, in presenza di "un'istanza volta a sollecitare la riconsiderazione di un procedimento conclusosi con un provvedimento già impugnato e definito in sede giurisdizionale, o anche amministrativa, l'Amministrazione non abbia l'obbligo di pronunziarsi sulla stessa, fatta salva la possibilità di adottare atti di riesame in via di autotutela nell'esercizio di un potere latamente discrezionale. Sul punto, la giurisprudenza amministrativa è concorde nell'escludere che, attraverso lo strumento della formalizzazione del silenzio inadempimento, "possa ottenersi a mezzo di ricorso impugnatorio una dichiarazione di obbligo a provvedere in via di autotutela, che verrebbe a sostituirsi ed a sovrapporsi a valutazioni di merito che restano riservate alla sfera di competenza dell'Amministrazione" (cfr. C.d.S., sez. VI, 28.3.2007, n. 1427), e nel ritenere che "l'attivazione di un procedimento di riesame non è coercibile "ab extra" avvalendosi dell'istituto del silenzio rifiuto e dello strumento di tutela in sede giurisdizionale offerto dall'art. 21 bis della L. n. 1034 del 1971" (cfr., C.d.S., sez. VI, 16.12.2008, n. 6234).Il difetto dei detti presupposti è causa di inammissibilità del ricorso".
Residua, conclusivamente, un potere dell'Amministrazione di riesame del caso in autotutela (invero secondo valutazioni di opportunità in ordine all'an della pronuncia, in relazione all'asserita conformità delle situazioni con i correi e la riammissione in servizio ad essi riservata), ma non già un correlato obbligo di concludere il procedimento.
La natura della controversia e quanto in ultimo osservato suggeriscono di disporre l'integrale compensazione tra le parti delle spese di giudizio..
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

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